Ok Questo negozio utilizza i cookie e altre tecnologie in modo che possiamo migliorare la tua esperienza sul nostro sito. clicca su OK
Fear Factory - Mechanize
  • Fear Factory - Mechanize

Fear Factory - Mechanize

11,39 €
Iva inclusa Consegna 3-5 Giorni Lavorativi
Quantità

  • Pagamenti Sicuri Con PAYPAL Pagamenti Sicuri Con PAYPAL
  • Spediamo con Poste Italiane o GLS Spediamo con Poste Italiane o GLS
  • La spedizione è gratuita per acquisti superiori ai 50 Euro La spedizione è gratuita per acquisti superiori ai 50 Euro

Mechanize, co-prodotto insieme a Rhys Fulber e mixato da Greg Reely, è il nuovo attesissimo disco degli americani Fear Factory. Il lavoro segue cronologicamente il modestoTransgression ,pubblicato cinque anni fa, che evidenziava, a parte due o tre brani, una certa aridità sotto il profilo creativo. Il gruppo si ripresenta con una line up profondamente rinnovata che vede il gradito ritorno di Dino Cazares, uno dei membri fondatori rimasto in formazione fino al 2002, ed un nuovo batterista: niente poco di meno che l’immenso Gene Hoglan (Dark Angel, Death, Strapping Young Lad). Circa il monicker della band bisogna precisare che esiste una diatriba tra il duo Burton C. Bell/Dino Cazares ed i fuoriusciti Christian Olde Wolbers/Raymond Herrera; una questione spinosa che la dice lunga, ahimé, sui pessimi rapporti tra gli interessati (clicca qui); veramente una squallida vicenda.

Il nuovo album deve preliminarmente confrontarsi con il recente Years In The Darkness degli Arkaea, dove attualmente militano Christian Olde Wolbers e Raymond Herrera, e, sgomberiamo subito tutti i dubbi, il confronto è stravinto da chi si fregia del nome Fear Factory: Mechanize è nichilista, violentissimo, estremamente compatto, senza alcun compromesso che ci propone quel consolidato thrash alternativo di cui tutti sentivamo la mancanza …..appunto tutto l’inverso del platter degli Arkaea che è stata una delusione totale con il voler ammiccare a tutti i costi a certi fraseggi dei Linkin Park. Ma Mechanize ha anche il merito di far dimenticare anche le incertezze del citato Transgression recuperando nettamente quelle direttrici musicali che hanno reso i Fear Factory famosi in tutto il mondo quelle, per intenderci, proposte nei primi tre fantastici full lenght della loro carriera: Soul Of A New Machine, Demanufacture e Obsolete; tante, infatti, solo le similitudini soprattutto per quanto concerne le parti più aggressive e questo anche grazie all’eccelso lavoro della sezione ritmica incredibilmente potente soprattutto per merito di uno stratosferico Gene Hoglan in forma decisamente smagliante.

Ne è un esempio la devasatante Industrial Discipline dall’incedere sostenuto e caratterizzato dal famoso inimitabile cantato in alternanza, diviso tra momenti aggressivi ed altri quasi eterei, di Burton C. Bell.

Da evidenziare come elemento di novità la presenza in alcuni passaggi di sonorità che ricordano molto quelle degli Strapping Young Lad: ciò è chiaramente dovuto alla presenza di Hoglan che ha riversato nel gruppo la preziosa esperienza maturata con il geniale Devin Townsend. L’album è granitico, cattivo, a tratti inquietante grazie agli efficaci effetti sonori in sottofondo. Tra i pezzi migliori citiamo la travolgente open track Mechanize (con tanto di intro industrial), il thrash furioso di Powershifter (dove la sezione ritmica è davvero pazzesca), l’anomala Christploitation, un’invettiva contro il Cristianesimo divenuto oramai una parodia di se stesso (introdotta da una parte di piano tenebrosa -tornerà più volte nel corso del brano- si scatena poi su tempi serrati), Oxidizer (superbo il riffing di chitarra), Designing The Enemy(caratterizzata da una bella introduzione quasi soffusa per aumentare subito dopo di intensità -qui il vocalism di Burton C. Bell è davvero eccezionale-) e la conclusiva più pacata, per modo di dire, Final Exit. Sotto il profilo delle liriche le stesse palesano, come di consueto, una visione negativa del mondo, senz’anima, alienato, dominato dalle macchine, privo di speranza per l’umanità punita per i suoi errori, per le sue paure e per le sue oggettive incapacità. Mechanize è reperibile anche in un’inusuale edizione ultra limitata: una vera e propria cassetta per gli attrezzi! Guardare per credere... Siamo al cospetto di un sound non immediato che, pertanto, necessita di più ascolti per essere ben assimilato; forse mancano canzoni straordinarie, tipo Replica o Shock, ma questa fatica discografica sarà sicuramente una delle migliori del 2010: abbiamo totalmente ritrovato un gruppo che pareva al capolinea e che, invece, è risorto come l’Araba Fenice! Concludo con una chicca: recentemente Olde Wolbers ha dichiarato che sarebbe disponibile a realizzare una nuovo disco con i Fear Factory ...e ci credo, considerata l’abissale differenza tra questo disco e quello degli Arkaea!

2010

Candlelight Records

Cyber Metal

Tracklist

1. Mechanize

2. Industrial Discipline

3. Fear Campaign

4. Powershifter

5. Christploitation

6. Oxidizer

7. Controlled Demolition

8. Designing The Enemy

9. Metallic Division

10. Final Exit

Line Up

Burton C. Bell – lead vocals

Dino Cazares – guitar

Byron Stroud – bass

Gene Hoglan – drums

 

LINK

Afm Records
3926
2016-12-31
Nuovo prodotto